Settimana dell'intercultura 10 - 15 novembre 2008
, invece, dal canto suo, ha inteso celebrare la Giornata dell’Intercultura proponendo dei testi in dialetto trevigiano.
L’obiettivo non è stato tanto di formare negli alunni delle capacità di lettura e scrittura in dialetto trevigiano, bensì nel farli sentire parte integrante della comunità trevigiana dove essi vivono, in cui l’uso del dialetto è vivo e lo sentono per strada, nei negozi, tra i loro coetanei e gli adulti.
Ad una prima lettura il testo scelto ha suscitato ilarità e piacere in tutti gli alunni; i bambini italiani e una bambina con papà italiano e mamma straniera, hanno dichiarato di usare il dialetto in famiglia, mentre gli altri affermano di capirlo.
La classe quarta ha recitato alcuni versi per ciascun bambino e interpretato con i gesti i giochi di una volta; il testo poetico in questione è una parte del decimo capitolo di “No’ solo consolo – Versi e dialoghi (per un Teatro Trevigiano)” di Francesco Crosato, Edizioni Antilia 2004, Treviso.
Il testo dialettale si riferisce ai giochi dei bambini di una volta, osservati da Gesù e da un sacrestano il quale, dopo la morte, ha ottenuto il permesso di ritornare sulla Terra come spirito, per osservare i semplici momenti della quotidianità a cui aveva rinunciato per dedicarsi al lavoro frenetico nell’accudire la Chiesa del suo paese.
I ragazzi, compresi gli stranieri, si sono impegnati nella pronuncia dialettale e nel mimare in coro i giochi e le azioni descritte, dimostrando anche un certo divertimento.
, inoltre, si sono cimentate nell’esecuzione corale di due canzoni popolari venete: “El merlo ga perso el beco” e “Me compare Giacometo”.
E, a proposito di tradizioni venete, durante la Festa dell’Intercultura non sono mancate le famose “fritoe” (frittelle) venete preparate da una volonterosa nonna!