Scuola dell'infanzia "Barbisan" - Il colore dell'amicizia (di Livia Salvego)
Sono il cagnolino Marti, abito in un paese che si chiama Speranza e la mia casa è in via dell’Arcobaleno. In questa bella via ci sono tante case con il giardino dove vivono tanti bambini insieme ai loro genitori ed ai loro cagnolini. Noi ci conosciamo tutti e siamo amici, ma voglio che anche voi bambini conosciate i miei compagni di pelo! Eccoli: Sale, Toro, Bordo, Sarto, Lino, Rosso, Campo… sì, lo so… sono un po’ strani come nomi, ma i nostri padroncini hanno deciso così… chissà perché! Durante il giorno giochiamo con i bambini, mangiamo nella nostra ciotola, sempre piena di buon cibo, e beviamo l’acqua fresca; se siamo stanchi ci riposiamo nelle nostre cucce. Capita che qualcuno di noi si metta ad abbaiare perché sente dei rumori strani e noi gli rispondiamo tutti in coro; ma a volte facciamo talmente tanto chiasso che i nostri padroni ci sgridano per farci stare zitti.
Il momento più bello, però, è la sera, quando i nostri padroncini dopo l’ultima coccola se ne vanno a dormire e, per noi cagnolini, scatta l’ora magica! Ci ritroviamo tutti alla fine della via, e sapete perché? Perché proprio là c’è un parco bellissimo che si chiama Parco della Pace. Ci sono alberi, aiuole, un ruscelletto con il ponticello, giochi per i bambini, la sabbionaia e tante panchine con i tavolini. Durante il giorno il parco è sempre pieno di bambini, mamme, nonni e babysitter; di notte, invece, non c’è nessuno ed è tutto per noi. Evitiamo di abbaiare per non farci scoprire e ci divertiamo un sacco: scendiamo dallo scivolo, ci rotoliamo sul prato, ci rincorriamo e, se fa caldo, ci tuffiamo nel ruscello.
Alcuni giorni fa, però, è accaduto un fatto non troppo bello, che vi voglio raccontare.
Una sera eravamo quasi arrivati al cancello del parco quando Sarto, che ha una vista acutissima, disse:
“Oh, stasera ci sono ospiti!”
“Chi c’è? chi c’è? chi c’è?” abbaiavano Bordo e Lino, saltellando di qua e di là.
“Fate meno chiasso,” dissi io, “altrimenti svegliamo tutta la via!”
“Che si fa?” chiesero Sale e Toro.
“Entriamo nel parco, c’è posto per tutti!” dissero Rosso e Campo.
Quando arrivammo all’entrata un grosso alano ci sbarrò il passo:
“Qui non si entra!”
“Perché?” chiesi io.
“Stasera, domani e dopodomani… praticamente per sempre il parco è ad uso esclusivo dei cani con pedigree pregiato!”
“Come sarebbe a dire!” abbaiò Campo.
“Spiegaci un po’!?!” aggiunse Sarto.
“Come vedete, nel parco ci sono solo cani nati da famiglie speciali e loro non vogliono mischiarsi con voi, che non siete per niente speciali!”
Intanto si avvicinarono due barboncine che sembravano appena uscite dal parrucchiere, tanto erano piene di ricci e… arricciando il nasino dissero in coro: “Noi quelli non li vogliamo!”
Ora c’è da dire una cosa, noi cagnolini di via Arcobaleno non siamo nati in famiglie speciali, i nostri padroncini ci hanno trovato al canile e, anche se non abbiamo un pedigree particolare, siamo simpatici e carini.
Mi avvicinai all’alano e dissi: “Posso parlare con qualcuno più saggio di voi tre?”
Proprio in quel momento arrivò un cane pastore dal pelo lucido e abbaiò: “Cosa succede?”
Le due barboncine, che sembrava miagolassero invece di abbaiare, cominciarono a girarci intorno ed intanto commentavano: “Non vedi questo, ha il pelo rosso con le orecchie marroni! Questo ha un orecchio nero tutto dritto e uno grigio piegato all’ingiù! Questo ha il pelo bianco con puntini neri e rossi! Questo ha il colore dei capelli della mia padrona quando vuole fare la strega e guarda gli altri, hanno il pelo beige con un sacco di macchie di vari colori!”
“Insomma,” dissi io, “è vero che non proveniamo da famiglie speciali, ma siamo cani come voi; abbiamo una coda… come voi; quattro zampe… come voi; una testa, due orecchie, due occhi, un naso, una bocca… proprio come voi. Che differenza c’è? Solo il colore del pelo, ma siamo cani ed anche voi siete cani!”
“Ben detto,” disse il cane pastore, “e basta con queste sciocchezze, il parco è grande, c’è posto per tutti!”
Da quella sera il parco è diventato il ritrovo di tutti i cani del paese che giocano insieme perchè sono diventati amici… non tutti però, indovinate!
Eh, sì! Le due barboncine sono sempre da sole, ma prima o poi si uniranno alla nostra compagnia, perché ieri sera anche loro si divertivano a vederci spruzzare l’acqua del ruscello.
Questo è capitato a noi che siamo cani, ma a voi non potrà mai succedere una cosa così perché siete bambini troppo intelligenti… vero?
Scommetto che anche in classe vostra ci sono dei bambini che hanno la pelle di colore diverso, ma sono convinto che siano vostri amici e che giochiate sempre con loro, perché, sapete, vi svelo un segreto… l’amicizia non ha colore… anzi, sì, ce l’ha un colore: è il colore della pace… parola di Marti!