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Racconti
Ah, come si sta bene sull’amaca, distante dai genitori, dai fratelli: lontano dallo stress. Sto lì, nel retro del giardino, disteso su di essa a guardare il cielo perché mi dà molta tranquillità, a fianco dell’enorme ippocastano che perde foglie a causa della stagione autunnale. Tutti vorrebbero rilassarsi in questo modo, senza nessuno che disturba! Mi stavo proprio godendo questo momento, quando a un tratto vidi un’ombra bassa proiettata sul muretto che delimita il mio giardino da quello dei vicini. Mi voltai, e vidi un folletto con in mano un coltellaccio da macellaio sporco di sangue. Si avvicinava pian pianino a me, con una strana espressione sul volto; non riuscivo a staccare gli occhi dal coltellaccio, che era sempre più vicino a me. Nel momento pensai a tante cose: chi era questa creatura? Cosa voleva da me? Cosa avevo fatto per meritare quella terribile disavventura? Un turbine di pensieri mi passava per la testa, anche quelli più strani: faceva veramente il macellaio o aveva rubato il coltello? Inoltre ero spaventato a morte da quel folletto che aveva trasformato la mia tranquillità in ansia. Brividi freddi mi attraversavano la schiena, non riuscivo a muovermi né a gridare, insomma, ero proprio terrorizzato da questo essere. Oramai gli bastavano pochi passi per arrivare a me che stavo sull’amaca: il cuore mi batteva sempre più forte. A un tratto sentii la mamma urlare: - E’ pronta la colazione! –- Colazione?! Ma se siamo nel bel mezzo del pomeriggio! – Pensai io. Allora capii che era mattina, ed ero ancora a letto… Dunque, folletto, coltellaccio e sangue facevano parte di un incubo, e all’improvviso mi sentii più tranquillo.
Marco (classe quinta)
Un giorno un bambino di nome Luca, andò in una biblioteca vicino a casa sua e comprò il libro intitolato:”La vera storia di mago Merlino”. Appena tornato a casa , assetato di sapere, iniziò a leggerlo e in poche ore lo finì. Dopo cena rientrò in camera e rimase sorpreso nel vedere il libro che camminava verso la porta. Luca urlò: “Il libro cammina!”, lo inseguì persino fuori di casa, fini a quando il libro cadde a terra infreddolito e malconcio. Lo riportò in camera sua e lo ripose insieme agli altri libri, poi andò a letto. A notte fonda, il silenzio della casa venne interrotto da uno starnuto: “eeetchiù!”. Era stato il libro che aveva preso il raffreddore e starnutendo aveva gettato Mago Merlino fuori di esso scaraventandolo addosso al muro. Il mago con un giramento di testa, si alzò in piedi e starnutì. Senza volerlo agitò la sua bacchetta magica facendo mischiare ogni storia contenuta tra le pagine del volume. Poi con un altro movimento di bacchetta fece uscire i personaggi delle storie che si incontrarono nella camera facendo un baccano infernale. Luca si svegliò urlando: “Mamma!”. Quest’ultima, che di mestiere faceva la vigilessa, precipitandosi nella stanza del figlio e vedendo tutta quella confusione, si mise a strillare: “Circolare, circolare, non c’è niente da vedere! Tornate tutti alle vostre storie!”.
Obbedienti i personaggi ritornarono al loro posto come risucchiati dalle loro pagine. Tornata la tranquillità nella stanza la mamma disse a Luca: “Torniamo a dormire e la prossima volta cerca di scegliere un libro che non si ammali così facilmente!”.
Marco, Sara e Giacomo(classe quinta)
C’era una volta una formica che voleva diventare una farfalla. Si chiamava Jenny e aveva una grande passione per il volo. Un giorno andando a cercare cibo per l’inverno, volle provare a buttarsi da un albero. Appena arrivata su un ramo si lanciò dall’alto provando una sensazione che non aveva mai sperimentato. Una farfalla, vedendola cadere si preoccupò e andò a soccorrerla. Velocemente si levò in volo e riuscì ad afferrarla un istante prima che battesse violentemente la testa a terra. La piccola Jenny toccando le ali magiche della farfalla si sentì immediatamente diversa.
Infatti quando ringraziò la gentile farfalla, si trovò anch’essa trasformata in quel meraviglioso insetto.
Da quel giorno volò felice osservando dall’alto le bellezze che una volta, essendo piccola e non potendo volare, non riusciva a gustare e ammirare.
Caterina, Matilde e Denny(classe quinta)
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