Archivio della Categoria 'Vita di casa'

Un cambiamento in casa

Giovedì 29 Maggio 2008

Un freddo pomeriggio sono arrivati gli addetti alla consegna del divano puntuali alle 15: 30.
Hanno parcheggiato il loro grande camion giallo sul vialetto vicino a casa mia.
Sono entrati in casa salutandomi e, rimboccandosi le maniche, hanno cominciato a trascinare verso la porta il vecchio, rotto e scolorito divano.
Anhe se non troppo, ero dispiaciuto che lo portassero via.
Mi ricordo che ci saltavo sopra, mi tuffavo e ci giocavo.
Era divertente anche prendere a pugni i cuscini senza farsi vedere da mia madre.
Adesso, vederlo allontanarsi così, era un po’ triste.
Erano veramente forzuti i due signori.
Hanno caricato il divano sul loro camion come se pesasse poco più di una piuma.
Poco dopo sono andato in cucina per fare i compiti.
Avevo appena aperto il libro di matemtica quand’ ecco riapparire i due signori che trasportavano dentro un’ enorme massa bianca ricoperta di nylon.
Mi sono avvicinato alla porta della cucina e subito mia mamma mi ha chiesto: - Bello il divano nuovo? - Altro che se è bello! - ho risposto.
Era veramente splendido. Grande, bianco panna e molto morbido.
Avevo una gran voglia di tuffarmi gridando:” Kawabonga! ” ma mia mamma me lo ha impedito.
Allora mi sono seduto educatamente e ho acceso la televisione.
” E’ veramente comodo.” ho pensato. ” E’ talmente morbido che lo mangerei.”
Arrivato a casa mio fratello si è tuffato veramente… prendendo poi delle belle sberle da mio papà.
E’ da due giorni che ho in casa questo cambiamento eppure mi sono già adattato alla perfezione.

Gli scout

Giovedì 29 Maggio 2008

Quando avevo nove anni, mi era venuto un particolare interesse per gli scout; all’ inizio pensavo che fossero stupidi, ma poi ho visto come passavano le giornate e mi sono fatto un’ altra opinione su di loro, ma comunque non mi volevo unire a loro, finchè…
Un giorno sono arrivati i miei amici che mi hanno mostrato che era meglio unirsi agli scout piuttosto che dormire fino a tardi di domenica.
Adesso che vado agli scout mi diverto molto e imparo tante cose nuove come ad esempio: fare i nodi, avere più fantasia per inventare giochi nuovi e unici, facciamo tante gite fantastiche…
Di sicuro da grande uno dei miei hobby preferiti sarà fare il capo scout!!!

Quattro scatenati e uno slittino

Venerdì 23 Maggio 2008

Fiuuu! Crash! Sbadabum! Aaah!
Questi sono i rumori che si potevano sentire passando, nei primi giorni di Gennaio, nel bosco del Cansiglio.
Aguzzando la vista, infatti, si vedevano quattro persone che inventavano i modi più strani e disparati per slittare sulla neve.
A questo punto qualcuno si chiederà come siamo capitati lì: eravamo andati, come ogni anno, a passare il Capodanno in montagna affittando una casa della Guardia Forestale per quattro famiglie in Cansiglio.
Questa postazione è infatti molto vantaggiosa: mentre i grandi si spaparanzano davanti al camino a chiacchierare e mangiare, noi bambini usciamo fuori nella discesa del giardino a giocare sulla neve.
Ma quel giorno un adulto ribelle ha deciso di unirsi a noi: mia mamma. Appena ci ha raggiunti ha cominciato a progettare i modi più strani di discesa che avremo fatto con lei io Martina e Pietro (di che vi stupite, è architetto!).
Il primo pensiero che le è saltato in testa è stato quello di andare in quattro su uno slittino, e quindi abbiamo cominciato a provare mille volte la discesa per vedere quale era il modo migliore: prima abbiamo provato ad occupare meno spazio possibile, stando seduti normalmente ma pigiati l’uno contro l’altro come sardine, ma abbiamo dovuto presto rinunciare perchè a neanche metà discesa cadevamo.
Poi abbiamo tentato di far stare uno di noi sul retro dello slittino ma neanche così ha funzionato.
Quando invece ci siamo messi uno in braccio all’altro, solo due di quattro sono arrivati a fine discesa e quei due che sono rimasti sullo slittino sono finiti in mezzo alle canne.
Insomma, ogni cosa che provavamo era un completo fallimento, senza contare la neve nei moon boots, le membra intorpidite e la faccia arrossata.
Quando finalmente siamo riusciti a trovare il metodo giusto per scendere in quattro, ( Martina davanti, mia mamma in mezzo con Pietro in braccio e io dietro) ho avvertito uno strano calore dovuto allo sfregamento del mio posteriore sulla neve, e assicuro a tutti che non è una bella cosa, specie se ci sono le buche.
Ma a parte questa dolorosa esperienza avevamo trovato il modo per scendere in tanti !
Io ero molto felice  ma la mia euforia durò poco: infatti in quel momento arrivò la proposta folle di mia mamma: - Proviamo la discesa grande?
A quella richiesta il mio cuore ha perso un colpo: dovete infatti sapere che dall’altra parte del giardino c’è un enorme e ripidissima discesa della quale io ho il terrore.
Alla fine mi sono piegata alla richiesta suicida e sono salita con gli altri. Arrivata in cima ho avuto un capogiro: era ancora peggio di come pensavo! Siamo filati giù senza che io ne me accorgessi e prendendo tutte le buche possibili, ma appena finita la discesa siamo scoppiati in una fragorosa risata.
In conclusione di questa giornata c’è stata un’abbondante merenda capace di farmi dimenticare i lividi per poi sprofondare in un mordido letto sognando ancora tutti gli sballottamenti di quello strepitoso pomeriggio.                                                                        
 .

Lo scolaro

Giovedì 8 Maggio 2008

E’ dura alzarsi a mattina alle sette per andare a scuola.
E’ già dura quando metti lo zaino pesante che non riesci quasi a caminare, ma quando arrivi a scuola ti chiudi dentro in classe, a scrivere con la schiena piegata, con i piedi sotto il banco, stare due ore seduti e ad ascoltare sempre le stesse cose.
E pensa quando sono le verifiche o i interogazioni che paura.
Finalmente un po d’aria fresca quano arriva la ricreazione giochi, corri con gli amici e ti rilassi, ma la ricreazione non dura molto.
Finita la ricreazione si torna in classe dove si fanno le stsse cose, scrivere, ascoltre, stare seduti.
E tutti i giorni la stessa cosa; martedì e venerdì poi per sfortuna abbiamo quattro ore anche al pomerigio.
E’ questa la vita da scolara.  

Brutto colpo

Giovedì 17 Aprile 2008

Ho dieci anni, mi chiamo Francesco ed il 19 gennaio 2008 andai in ospedale, per una brutta avventura che ora racconto.
Quel sabato andai a catechismo come faccio da tre anni, finita la lezione mi precipitai all’ A.C.R., ma fuori pioveva e fummo costretti a restare in canonica. Un bambino, di undici anni, verso la fine dell’ attività, mi tirò un pugno alla tempia e svenni.
Non ricordo cosa accadde in seguito, so solo che mi svegliai nel reparto di rianimazione nell’ ospedale di Treviso.
Il tempo passava e io mi annoivo a morte. Quando il sole si alzò, un dottore mi portò via da quell’ orrenda stanza.
Trasportato dall’ ambulanza, mi trasferì in pediatria, dove rimasi nutrito dalla fleboclisi.
Dopo due giorni, alla sera provai a mangiare ma mi costò una bella vomitata.
Dopo altri due giorni ritentai di mangiare ,stavolta digerii il pasto, da quel giorno mangiai sempre normalmente, in più mi tolsero la flebo .Dopo tre giorni ricevetti una notizia strabiliante: potevo tornare a casa, se la visita pediatrica lo avesse permesso, e così fu.
Ogni giorno ricevevo visite da amici e parenti e aumentarono quando la settimana dopo mi tolsero le graffette che avevo in testa.
Ora sto bene ma da questa esperienza ho capito che non bisogna picchiarsi.

Diario del campo dei nonni

Venerdì 11 Aprile 2008

Ciao sono il campo dei nonni. Mi trovo in una zona favorevole, un tempo su di me si coltivava
l’uva sui filari, mentre sul terreno crescevano i pomodori, i cavoletti di Bruxelles, i cavoli, le patate, le cipolle, le carote. Ora sono in disuso, perché, qualche mal intenzionato ha appiccato un incendio alla casetta porta attrezzi che il nonno aveva costruito appositamente. Ora la nonna ed il nonno sono troppo “stanchi” per venire qui ad ararmi ed a seminarmi. Proprio ieri il 27 dicembre 2007 ho sentito come un piccolo aspirapolvere in movimento egli faceva FFFFVVVVVV e ogni tanto BAU,BAU,BAU… e poi, anche se con gli occhi abbagliati dal sole che tramontava, sono riuscito a scorgere un cagnolino il suo aspetto mi era familiare, alla fine ho visto benissimo chi era, era Chicco il cagnolino di Riccardo e come al solito mi ha lasciato un segno della sua presenza

Acquarium e Reptilarium

Giovedì 3 Aprile 2008

Venerdì 28 Dicembre 2007 il mio papà mi ha accompagnata a visitare l’ “Acquarium” e il  “Reptilarium” di Spresiano.
Entrati nell’edificio siamo stati accolti da una signorina e una volta superata la porta iniziava un percorso.
La prima cosa che ho notato sono state alcune bacheche contenenti ragni, per la precisione TARANTOLE di tutti i tipi, anche tropicali. Solo a guardare le bacheche e a vedere quei ragni pelosi dietro il vetro, mi venivano i brividi.
Appena finito il percorso di quegli insetti orripilanti, mi sono rilassata; ma la mia tranquillità è finita quando dentro una bacheca sotto la sabbia ho intravvisto uno scorpione nero con un lunghissimo pungiglione.
Proseguendo il percorso c’erano gli insetti foglia, che hanno la caratteristica di mimetizzarsi con il proprio habitat.
L’insetto che mi ha colpito di piu’ era molto lungo, verde e con delle venature grigiastre.
Altri animali che mi sono piaciuti molto sono stati un geco e una tartaruga.
Il geco era piccolo,piccolo, tutto verde con macchie arancioni; invece la tartaruga era piccola con il guscio molle,il muso lungo e con due narici gigantesche.
Un’altra tartaruga che mi ha colpito è stata la “TARTARUGA AZZANNATRICE” ed aveva un lungo becco fatto ad uncino e sul bordo della vasca c’era un cartello con scritto:”mortale”.
Cosa volesse dire proprio non lo so!
Attraversando una porta a strisce ci siamo accorti di essere entrati in un cappannone dove tante farfalle di varie dimensioni volavano di qua e di là.
Una in particolare mi ha affascinato: era una falena verde e lunga.Proseguendo la nosra visita siamo arrivati al grande acquario con pesci di vario colore.
Il papà mi ha fatto notare un pesce palla abbastanza grande e con dei piccoli pungiglioni retratti.
Inoltre abbiamo visto anche le salamandre, i “draghi d’acqua” e dei buffi camaleonti.
Ad un certo punto mi sono fermata ad osservare un’iguana; era verde con una lunga coda, ma piuttosto piccola.
L’iguana con molta calma si è messa sopra un pezzo di legno e ha incominciato a fissarmi.
Dopo un po’ l’iguana si mise nella posizione d’attacco ed ecco che si è scaraventata come un missile sul vetro della bacheca; non immaginerete mai che salto ho fatto dallo spavento, mi sentivo molto impaurita e stavo quasi per mettermi a piangere.
Subito una signorina molto gentile mi ha chiesto se stavo bene, ma io imbarazzata com’ero non le ho neanche risposto. Passato lo spavento abbiamo finito il percorso e poi siamo tornati a casa. Il papà, appena arrivati, ha incominciato a raccontare alla mamma cos’era successo, ma con aria da presa in giro.
Non dimenticherò mai lo spavento preso ma neanche gli straordinari animali visti così da vicino. E’ stata una giornata bellissima ed entusiasmante. 

Il mio Natale

Mercoledì 20 Febbraio 2008

Fantastico, veramente fantastico. Questo Natale, intendo.
Una festa speciale, trascorsa in un modo speciale.
Ve lo racconto subito.
Alla mattina di buon’ora, io e mio fratello ci siamo alzati di soprassalto, con un solo pensiero in mente: i regali.
Siamo scesi in taverna come frecce scagliate nel cielo alla velocità della luce.
In realtà, quel furbastro di mio fratello, sapeva quali erano i suoi regali, perchè li aveva aperti di nascosto sbirciando il contenuto, per poi richiuderli con cura senza essere scoperto.
Comunque, alla vista di quella montagna di pacchi sotto l’albero, è rimasto lo stesso strabiliato.
Ho notato, però, che c’era un regalo immenso proprio al centro.
Impacchettato per bene con una carta lucida verde smeraldo, faceva veramente bella figura.
Piano piano, mi sono avvicinato per vedere l’etichetta su cui c’era scritto il nome del “proprietario” di quel pacchetto. Con sorpresa ho notato che la scritta diceva “Simone e Luca”.
L’ho scartato con una velocità impressionante strappando via tutta la carta che lo ricopriva….
Era il Nintendo Wii, il regalo più bello che avevamo desiderato.
Si tratta di un videogioco che si collega alla televisione e che, facendo uso di un particolare radiocomando, consente di giocare a diverse discipline sportive come boowling, golf, baseball, ecc..
Papà ce l’aveva comprato addirittura il 16 Dicembre e ce lo ha nascosto in un posto che ancora non ho scoperto.
Ci aspettavamo che la casa a Natale fosse piena di persone e parenti, invece sono venuti solo i nonni paterni. I nonni materni pensavano che la loro figlia, cioè mia mamma, avesse troppo da fare per cucinare piatti per troppe persone, così non sono venuti; invece è avvenuto l’esatto contrario.
Dopo aver mangiato a sazietà tutte le leccornie che aveva preparato mia mamma, anche i nonni ci hanno mostrato i loro doni.
In seguito abbiamo fatto provare loro il Nintendo Wii, anche se con il nonno è stato un vero fiasco.
Più tardi, i nonni sono tornati a casa, mentre noi abbiamo continuato a giocare.
Con il  Nintendo Wii è possibile crearsi un proprio personaggio scegliendo tutte le sue caratteristiche: capelli, occhi, bocca, ecc…
Simone ed io ci siamo creati un nostro personaggio e lo abbiamo utilizzato nel gioco per fare tutti gli sport possibili.
Verso il tardo pomeriggio sono venuti a casa nostra a mangiare il panettone i nostri amici vicini di casa che avevano ricevuto per Natale il nostro stesso videogame.
Anche loro si sono creati dei buffi personaggi sulla nostra console così ci siamo divertiti da matti a giocare.
Abbiamo fatto degli incontri avvincenti di pugilato e di tennis ognuno con il suo telecomando.
Poi ci siamo messi a guardare il film che mi avevano regalato: “Pirati dei Caraibi ai Confini del Mondo”.
Siamo rimasti alla televisione per ore, finchè, verso le 21.00 (quando il film era finito) i nostri amici sono tornati a casa loro e noi siamo andati a dormire, contenti di quel meraviglioso Natale.

Il Capodanno

Venerdì 15 Febbraio 2008

Ho festeggiato Capodanno con la mia famiglia  a casa degli zii  con degli amici e la nonna.
Prima che arrivassero tutti gli ospiti Federico ed io abbiamo scoppiato delle micette; eravamo un po’ eccitati e ridavamo come matti.
Quando sono arrivati i miei  genitori io e Fede abbiamo fatto scoppiare un petardo potente. E mia mamma era preoccupata che ci scottassimo e Biagio, il cane di Federico, si è nascosto sotto il tavolo per la paura . Quando sono arrivati tutti abbiamo iniziato a mangiare, lo chef era lo zio e io e Fede i camerieri. Eravamo così impegnati a portare i vassoi dalla cucina alla taverna, che ci siamo quasi diementicati di mangiare.
Abbiamo aspettato la mezzanotte facendo un gioco a quiz.
Noi eravamo troppo impazienti e siamo usciti per preparare lo spettacolo da fare con i fuochi.
Finalmente è arrivata la mezzanotte e abbiamo iniziato il nostro spettacolo con l’aiuto del mio papà; quando gli scoppi sono iniziati sembravano fiori di tanti colori. Nel cielo buio si vedevano i fuochi d’artificio e si sentivano tanti botti.
E’ stato tutto divertente e ho passato un capodanno felice insieme alla mia famiglia e ai miei zii.